Chi sono

Stefania vive in una piccola borgata della bassa Valle Stura di Demonte da quando ha 16 anni. Negli anni immediatamente successivi agli studi, dopo un periodo di riflessione che coincide con il viaggio a piedi a Santiago de Compostela dalle Alpi all’Oceano, durato cento giorni, inizia ad occuparsi di  artigianato creando un piccolo laboratorio casalingo di maglieria; qui realizza per due anni svariati manufatti con cui tenta di concretizzare il suo progetto di rimanere a vivere in montagna lavorando in loco. Tuttavia verso la fine del 2017, in sempre maggiori ristrettezze economiche, si trova davanti alla necessità di un nuovo lavoro, sia per trovare un minimo di stabilità che di serenità. Ma si resta in montagna! Ora non è nemmeno più da sola e condivide con il suo compagno che, originario dello stesso paese, torna alle proprie radici, la casa che aveva ristrutturato suo padre.  Entrambi lavorano nella vicina Cuneo, che dista una ventina di minuti in automobile. Tuttavia ogni giorno sembra di vivere in due mondi paralleli che si sfiorano costantemente, ma che restano profondamente lontani, talvolta incomunicabili. Quello prediletto, naturalmente, è la montagna.

Prima volta a Rocca la Meja

Fin da piccola Stefania conosce la montagna insieme a suo papà, attraverso le numerose escursioni sulle montagne delle vallate cuneesi, sia in estate che in inverno. Ma è solo a quindici anni che suo padre le propone un approccio più alpinistico alla montagna e le fa salire la via normale alla bellissima Rocca la Meja, tra valle Stura e Maira. E’ amore a prima vista.

Ma i progetti di salire insieme altre ben conosciute cime della zona, come l’Argentera e il Monviso, sono stroncati dalla morte prematura del padre.

Salendo alla cima Nord dell’Argentera nella prima estate senza papà

Stefania continua ad andare in montagna -durante tutta l’estate successiva e con frequenza minore negli anni successivi, in cui però non smette mai di muoversi con la spinta delle proprie gambe. Inoltre decide di restare a vivere in montagna. Ma il desiderio delle montagne è sempre lì, talvolta quasi come un tormento, non si può certo rinunciare a tutto così presto.

 

A Rocca la Meja si torna tutti gli anni… Ora anche corda in spalle!

Allora inizia ad arrampicare e a dedicarsi più seriamente ad itinerari alpinistici. E’ come un risveglio da un lungo torpore. Prima salita da primo, il primo canale, prima salita ad un 4000, prima via di più tiri, primo sesto grado, prima arrampicata su ghiaccio, prima sciata: tutto si sussegue nel giro un annetto… di fuoco e passione! Tutto sembra venire da sè, come se si fosse nati per ciò. Ed ora c’è tantissimo da imparare e scoprire! Una porta aperta…

Una cosa che ha sempre accompagnato qualsiasi cosa Stefania facesse negli anni è stata la scrittura. Diari cartecei, blog, raccolte di pensieri. Così si giunge al perchè di questo blog, naturale evoluzione di Stagione Nomade, aperto nel 2014, che ha raccolto ricordi di viaggio e riflessioni per molto tempo. La decisione di rimodernarlo arriva nel 2018, con la volontà di continuare a raccontare la montagna sia nel frangente della vita quotidiana, del realistico vissuto, che in quello dell’escursione, dell’alpinismo, dell’avventura… sempre sperando di poter trasmettere qualcosa in più dei semplici fatti!

Vetta del Monviso, un passaggio iniziatico per chi sia cresciuto vedendolo ogni giorno all’orizzonte